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WRW-REX STOUT – ALTA CUCINA
21:59:55, da Mme Chauchat
, 534 parole
Madame Chauchat è impegnata a cucinare e, per questa settimana, vi lascia nelle mani dei consigli letterari di Lady Jo, che questa settimana non cucina, forse.
Cari lettori,
chi di voi segue la mia rubrica da abbastanza tempo, ricorderà forse l’aneddoto cui sono molto affezionata, in cui una certa personaggia di un certo romanzo consiglia a un altro personaggio un certo piatto, perché, dice, “lo prepara una donna il cui marito l’ha lasciata quattro volte a causa del suo carattere, e quattro volte è tornato da lei a causa della sua cucina”. La frase folgorò la piccola me novenne, che comprese all’istante come fosse infinitamente più facile lavorare sulla cucina che sul carattere (per la cronaca: finora mi è capitato quanto sopra una volta, ed ha funzionato). Il romanzo in questione non è questo di cui vi parlo (bensì La guardia al toro), ma i protagonisti sono gli stessi: Nero Wolfe e Archie Goodwin
Dei romanzi del ciclo di Wolfe si potrebbero dire tante cose: che nei due personaggi Stout combina la tradizione del giallo classico/deduttivo (alla Sherlock Holmes, per capirci) con quella americana del giallo d’azione/hard boiled (alla Sam Spade); che l’opera completa (33 romanzi e 39 romanzi brevi) è un magnifico affresco della New York dagli anni Trenta ai Sessanta, dove oscuri gangster senza nome convivono con splendide ereditiere nullafacenti con il cappellino coordinato al cappotto; che l’intero ciclo è stato valutato come "miglior serie del secolo" al Bouchercon 2000, la più grande convention per la letteratura gialla, e Rex Stout è stato nominato Miglior Giallista del Secolo; e comunque non basterebbero a rendere nemmeno vagamente l’idea.
Nero Wolfe, per chi non lo conoscesse, è un detective montenegrino naturalizzato americano (i gossip lo vogliono figlio segreto di Sherlock Holmes e Irene Adler), che pesa 1/7 di tonnellata, siede su una poltrona costruita su misura per lui, non esce mai di casa per lavoro (in genere manda il suo assistente Archie Goodwin, che è solito affermare di sé “I just run errands”, e che come nella miglior tradizione è per molti versi il suo opposto) è pigro, presuntuoso e ferocemente misogino, odia qualsiasi tipo di macchina semovente, e vive in un palazzo di tre piani nella 35° Strada a New York, il cui ultimo piano è interamente dedicato a una serra di orchidee rare, che cura personalmente ogni giorno; l’unica altra sua passione nota è l’alta cucina.
E proprio questa passione lo spinge qui a muoversi e ad affrontare nientemeno che un viaggio in treno, per presenziare come ospite d'onore e relatore al convegno quinquennale dei quindici migliori cuochi del mondo (chiamati Les Quinze Maîtres). Naturalmente si tratta di un giallo, quindi del “Contributo dell’America all’alta cucina” (titolo del discorso che Wolfe deve tenere per l’occasione) ce ne importa tutto sommato abbastanza poco; ma non fatevi ingannare dall’inizio, tutto grandi chef e grandi ricette, pirozhki e salsicce Minuit, perché l’atmosfera del raduno è tutt’altro che serena, e un omicidio non tarderà ad arrivare. Ovviamente di un giallo meno si svela e meglio è, ma siccome siamo nell’ALTA CUCINA. è il minimo che il cadavere venga scoperto durante una degustazione di Sauce Printemps.
PS chicca per Borisiani:
Autore Rex Stout
Prezzo € 9,00
XIV-229 p.
Editore Mondadori (collana Oscar classici moderni)









